Un riesame del manoscritto del 'De nugis curialium' conferma l'ipotesi già avanzata da Rigg secondo cui la copia unica conservata a Oxford, discende direttamente dall'originale dell'opera appartenuta all'autore. Se quindi ciò avvalora il fatto che si tratta di un vero work in progress, privo di una conclusione definitiva per volontà dell'autore stesso, tuttavia ciò non può indurci a ritenere il 'De Nugis Curialium' come una raccolta di frammenti sparsi, priva di un tessuto connettivo saldo e portatore di significato proprio. Piuttosto lungo tutta l'opera si riconosce una precisa volontà autoriale, e soprattutto una visione pessimistica e una severità della scrittura, per cui è possibile cogliere un continuum logico-discorsivo composito e coerente al tempo stesso. Alla luce di quanto detto, se Map ricorre a materiale originale e di ascendenza folklorica per una scelta che va interpretata nell'ambito della querelle tra antichi e moderni (per cui si fa difensore dei moderni), tuttavia egli pone tutti i racconti del 'De nugis' con apparizioni fantastiche sotto il segno del meraviglioso diabolico, ossia del 'fantasticus' in quanto marcatore di irrealtà ove è implicita l'azione del demonio e per situazioni che debordano dal quadro del féerique. Al fantastico è associata la nozione fondamentale di paura per l'assenza di una causalità esplicita che appare occultata o destrutturata. In questo senso allora i racconti fantastici, così come la 'Dissuasio Valerii ad Rufinum philosophum ne uxorem ducat', accolta nella quarta Distinctio del 'De nugis', risultano connessi da un importantissimo filo conduttore, che è quello di demonizzazione delle donne. Così l'invenzione del fantastico connesso alla sessualità rappresenta un tentativo estremo del chierico Map di opporsi a una cultura laica e cortese che vedeva riconosciuto ed esaltato il ruolo delle donne.

La misoginia all'origine del fantastico in Walter Map

SPETIA, LUCILLA
2016-01-01

Abstract

Un riesame del manoscritto del 'De nugis curialium' conferma l'ipotesi già avanzata da Rigg secondo cui la copia unica conservata a Oxford, discende direttamente dall'originale dell'opera appartenuta all'autore. Se quindi ciò avvalora il fatto che si tratta di un vero work in progress, privo di una conclusione definitiva per volontà dell'autore stesso, tuttavia ciò non può indurci a ritenere il 'De Nugis Curialium' come una raccolta di frammenti sparsi, priva di un tessuto connettivo saldo e portatore di significato proprio. Piuttosto lungo tutta l'opera si riconosce una precisa volontà autoriale, e soprattutto una visione pessimistica e una severità della scrittura, per cui è possibile cogliere un continuum logico-discorsivo composito e coerente al tempo stesso. Alla luce di quanto detto, se Map ricorre a materiale originale e di ascendenza folklorica per una scelta che va interpretata nell'ambito della querelle tra antichi e moderni (per cui si fa difensore dei moderni), tuttavia egli pone tutti i racconti del 'De nugis' con apparizioni fantastiche sotto il segno del meraviglioso diabolico, ossia del 'fantasticus' in quanto marcatore di irrealtà ove è implicita l'azione del demonio e per situazioni che debordano dal quadro del féerique. Al fantastico è associata la nozione fondamentale di paura per l'assenza di una causalità esplicita che appare occultata o destrutturata. In questo senso allora i racconti fantastici, così come la 'Dissuasio Valerii ad Rufinum philosophum ne uxorem ducat', accolta nella quarta Distinctio del 'De nugis', risultano connessi da un importantissimo filo conduttore, che è quello di demonizzazione delle donne. Così l'invenzione del fantastico connesso alla sessualità rappresenta un tentativo estremo del chierico Map di opporsi a una cultura laica e cortese che vedeva riconosciuto ed esaltato il ruolo delle donne.
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