Il contributo analizza il tabernacolo mariano della chiesa di Santa Maria ad Cryptas presso Fossa (L'Aquila), le cui ante dipinte sono state trafugate negli anni '70 del secolo XX. Quanto resta dell'opera – name-piece del maestro "umbro" criticamente creato da Roberto Longhi – è oggi conservato nel Museo Nazionale d'Abruzzo. Il tabernacolo di Fossa era uno dei più fulgidi esempi superstiti di un tipo di pala d'altare particolarmente attestata nell'Italia centrale appenninica, ma che un tempo dovette essere diffusa largamente in Europa. Verosimilmente a capo di una bottega polivalente, il Maestro di Fossa dovette presiedere a tutte le operazioni necessarie al compimento della sofisticata "macchina d'altare", mista di intaglio e pittura.

La "Madonna" di Fossa. Storia, critica e contesto di un capolavoro nel panorama italiano dei tabernacoli monumentali

Pasqualetti, C.
2021

Abstract

Il contributo analizza il tabernacolo mariano della chiesa di Santa Maria ad Cryptas presso Fossa (L'Aquila), le cui ante dipinte sono state trafugate negli anni '70 del secolo XX. Quanto resta dell'opera – name-piece del maestro "umbro" criticamente creato da Roberto Longhi – è oggi conservato nel Museo Nazionale d'Abruzzo. Il tabernacolo di Fossa era uno dei più fulgidi esempi superstiti di un tipo di pala d'altare particolarmente attestata nell'Italia centrale appenninica, ma che un tempo dovette essere diffusa largamente in Europa. Verosimilmente a capo di una bottega polivalente, il Maestro di Fossa dovette presiedere a tutte le operazioni necessarie al compimento della sofisticata "macchina d'altare", mista di intaglio e pittura.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11697/166691
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