Gli AA riportano lo stato attuale della ricerca oncologica nel campo delle neoplasie del distretto maxillo-facciale, con particolare riferimento allo studio degli oncogeni, ai fini della caratterizzazione biologica del tumore, da considerare oramai elemento diagnostico essenziale dello staging. I classici parametri anatomo-clinici, strumentali, i markers umorali ed il grading istopatologico sovente infatti non riflettono la storia naturale del tumore. Non infrequentemente tumori con stesso TNM ed omogeneo grading istopatologico mostrano un comportamento differente in termini di evoluzione e di sensibilità ai trattamenti specifici. Gli AA sottolineano come la conoscenza sempre più approfondita degli aspetti funzionali salienti del ciclo cellulare, abbia portato ad identificare negli ultimi anni, anche per i tumori maxillo-facciali, una serie numerosa di prodotti genici che svolgono attività essenziali nel controllo di meccanismi omeostatici chiave e la cui alterazione determina induzione e progressione neoplastica. Vengono descritti gli oncogeni e gli antioncogeni coivolti, la loro espressione ed i siti cromosomici. Particolarmente significativi sono i prodotti che controllano l’apoptosi, o morte cellulare programmata (MCP). Oltre ad essere un meccanismo omeostatico essa, infatti, è anche essenziale per la efficacia dei trattamenti chemio e radioterapici. Lo studio degli oncogeni apoptosi-induttori ed inibitori assume quindi notevole importanza ai fini della valutazione diagnostico-prognostica. Molto indagata è l’apoptosi p53-dipendente. Gli AA riportano i risultati dello studio della correlazione statistica tra indagine immuno-istochimica ed analisi genetica relativa all’antioncogene p53 ed all’oncogene H- ras e dello studio della correlazione statistica tra “status” della p53 e dell’ H-ras, risposta al trattamento chemioterapico neoadiuvante e sopravvivenza globale in 25 casi di carcinomi squamosi del cavo orale con metastasi linfonodali, selezionati sulla base della omogeneità del grading istopatologico. Il Log Rank Test indica che quattro fattori prognostici sono significativamente correlati alla prognosi: sede della lesione (p=0.0124), espressione della P53 (p=0.0001), espressione dell’ H-RAS (p=0.0005), risposta alla chemioterapia (p=0.0018). Circa la correlazione tra status della p53 e risposta al trattamento chemioterapico neoadiuvante, nei casi con p53 “ wild-type” (14/25casi), è stata osservata una citoriduzione stimabile, al minimo, intorno al 25%-40% . La corrispondenza globale fra le due metodiche, immunoistochimica e genetica, è di 19/25 casi per l’ H-ras (76%) e di 17/25 casi per la p53 (68%). Tali dati sono in linea con i risultati di precedenti ricerche svolte dagli AA e concordano con quanto riportato in letteratura. In conclusione gli AA affermano come l’intensificarsi della ricerca sembra delineare la possibilità anche per le neoplasie maxillo-facciali di caratterizzare geneticamente il tumore ed avere quindi in fase diagnostica utili elementi per la migliore pianificazione terapeutica sulla base di una più attendibile valutazione prognostica.

Valore diagnostico degli oncogeni nei tumori del distretto maxillo-facciale

ALTOBELLI, EMMA;CUTILLI, Tommaso
2001-01-01

Abstract

Gli AA riportano lo stato attuale della ricerca oncologica nel campo delle neoplasie del distretto maxillo-facciale, con particolare riferimento allo studio degli oncogeni, ai fini della caratterizzazione biologica del tumore, da considerare oramai elemento diagnostico essenziale dello staging. I classici parametri anatomo-clinici, strumentali, i markers umorali ed il grading istopatologico sovente infatti non riflettono la storia naturale del tumore. Non infrequentemente tumori con stesso TNM ed omogeneo grading istopatologico mostrano un comportamento differente in termini di evoluzione e di sensibilità ai trattamenti specifici. Gli AA sottolineano come la conoscenza sempre più approfondita degli aspetti funzionali salienti del ciclo cellulare, abbia portato ad identificare negli ultimi anni, anche per i tumori maxillo-facciali, una serie numerosa di prodotti genici che svolgono attività essenziali nel controllo di meccanismi omeostatici chiave e la cui alterazione determina induzione e progressione neoplastica. Vengono descritti gli oncogeni e gli antioncogeni coivolti, la loro espressione ed i siti cromosomici. Particolarmente significativi sono i prodotti che controllano l’apoptosi, o morte cellulare programmata (MCP). Oltre ad essere un meccanismo omeostatico essa, infatti, è anche essenziale per la efficacia dei trattamenti chemio e radioterapici. Lo studio degli oncogeni apoptosi-induttori ed inibitori assume quindi notevole importanza ai fini della valutazione diagnostico-prognostica. Molto indagata è l’apoptosi p53-dipendente. Gli AA riportano i risultati dello studio della correlazione statistica tra indagine immuno-istochimica ed analisi genetica relativa all’antioncogene p53 ed all’oncogene H- ras e dello studio della correlazione statistica tra “status” della p53 e dell’ H-ras, risposta al trattamento chemioterapico neoadiuvante e sopravvivenza globale in 25 casi di carcinomi squamosi del cavo orale con metastasi linfonodali, selezionati sulla base della omogeneità del grading istopatologico. Il Log Rank Test indica che quattro fattori prognostici sono significativamente correlati alla prognosi: sede della lesione (p=0.0124), espressione della P53 (p=0.0001), espressione dell’ H-RAS (p=0.0005), risposta alla chemioterapia (p=0.0018). Circa la correlazione tra status della p53 e risposta al trattamento chemioterapico neoadiuvante, nei casi con p53 “ wild-type” (14/25casi), è stata osservata una citoriduzione stimabile, al minimo, intorno al 25%-40% . La corrispondenza globale fra le due metodiche, immunoistochimica e genetica, è di 19/25 casi per l’ H-ras (76%) e di 17/25 casi per la p53 (68%). Tali dati sono in linea con i risultati di precedenti ricerche svolte dagli AA e concordano con quanto riportato in letteratura. In conclusione gli AA affermano come l’intensificarsi della ricerca sembra delineare la possibilità anche per le neoplasie maxillo-facciali di caratterizzare geneticamente il tumore ed avere quindi in fase diagnostica utili elementi per la migliore pianificazione terapeutica sulla base di una più attendibile valutazione prognostica.
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