Il Progetto LEONARDO REFLECT. Competenze riflessive e processi valutativi: per un’analisi dell’azione dentro l’azione Sezione: Aspetti metodologico-procedurali della ricerca didattica Riferimenti teorici La letteratura nazionale e internazionale pone l’accento oggi su un professionista riflessivo capace di riconoscere, gestire e utilizzare i diversi generi di apprendimento che derivano dall’esperienza e di orientarsi nella complessità dei fenomeni educativi. L’assunto di base è che la riflessione viene concepita come una meta-competenza che consente di identificare e fronteggiare i cambiamenti che intervengono nella formazione e nella professionalità investita nella nostra società da effetti ‘inattesi’. Competenze e processi riflessivi sono, dunque, al centro del dibattito sulla professionalità docente a partire da compiuti studi come quello di Donald Alan Schön (The reflective practitioner: how professionals think in action, New York, Basic Books, 1983, trad. it. 1993), che muove dall’idea di “pratica riflessiva” quale “paradigma” centrale nel progetto professionale dell’individuo, in grado di garantire, attraverso un virtuoso percorso di “coscientizzazione” (Paulo Freire) sostenuto da accurati processi valutativi e autovalutavi, la partecipazione dei singoli alla crescita del processo di professionalizzazione. Ipotesi e/o scopi e/o obiettivi L’intervento ha l’obiettivo di tracciare le linee essenziali dell’esperienza condotta all’interno di un progetto di ricerca internazionale, il LEONARDO REFLECT - Reflective Practice and VET - (Vocational Education and Training) finalizzato alla creazione di una specifica metodologia per l’implementazione di pratiche riflessive in contesti di VET e, più in generale, di acquisizione degli apprendimenti. Il progetto, a cui a cui hanno preso parte alcune università europee, è strettamente legato allo sviluppo di processi di valutazione e di autovalutazione dell’azione formativa, come valorizzazione dei feedback taciti e non formali che l’azione formativa produce. Allo scopo principale del progetto erano direttamente raccordati ulteriori tre obiettivi: la sistematizzazione delle conoscenze in materia di strumenti riflessivi in campo formativo, soprattutto per quanto concerne la valorizzazione degli effetti inattesi dell’azione formativa; la verifica del funzionamento di tali strumenti attraverso l’analisi di casi di sviluppo delle competenze professionali degli operatori a diverso livello; la promozione di una comunità di pratica tra operatori coinvolti nei processi di ricerca e sperimentazione in materia di metodologie riflessive. Metodologia impiegata: si è trattato di mettere a punto una metodologia riflessiva che, partendo da un’ampia rassegna dei concetti e modelli di “pratica riflessiva” (“stato dell’arte”), oltre che di “incidente critico”, consentisse di produrre un approccio multifocale al problema della riflessività volto alla identificazione ed implementazione delle condizioni dirette a favorire il cambiamento, l’innovazione e il miglioramento individuale e organizzativo. Attività svolte: Il progetto ha previsto l’attivazione di Laboratori sperimentali in tutte le istituzioni coinvolte miranti a definire, all’interno di un quadro comune, uno strumento capace di sintetizzare il lavoro svolto da tutti i partner. In particolare, l’intervento qui proposto si focalizza sul contributo che il Laboratorio condotto presso l’Università della Valle d’Aosta, partner del progetto, ha dato alla ricerca. In esso la valutazione ha assunto il ruolo di “guida” e di “fine” dell’attività, consentendo di individuare specifici descrittori di riflessività per poi arrivare all’identificazione di alcuni indicatori costituenti i nuclei centrali dell’apparato concettuale e tecnico di uno strumento auto-valutativo da impiegare in ambito educativo. Il Laboratorio si è articolato in tre fasi corrispondenti ai diversi periodi di implementazione del processo riflessivo ed ha utilizzato come terreno sperimentale il Master in Pedagogia interculturale e dimensione europea dell’educazione attivato congiuntamente presso l’Università della Valle d’Aosta e l’Università del Salento. L’impianto metodologico del Laboratorio e la struttura generale dell’assessment ha riguardato sia la costruzione del rapporto valutazione-riflessività (nell’azione e dentro l’azione) sia i processi e gli esiti del progetto. Risultati della ricerca: i prodotti finali di questo progetto di ricerca sono il Fieldbook attivo sul sito <www.reflect-project.net>, che costituisce la pubblicazione ufficiale in formato elettronico dei materiali di ricerca e di riflessione teorica prodotti nell’ambito di questo progetto e il rispettivo manuale cartaceo (in lingua inglese e italiana) che rappresenta lo strumento metodologico di lavoro tradotto in più lingue. Il principale prodotto della ricerca è però costituito dalla metodologia impiegata che è stata usata per sostenere i target group di progetto nel processo di formazione sulle pratiche riflessive rivolgendo un’attenzione particolare al tema dei risultati non attesi del processo formativo Prospettive di sviluppo della ricerca: alla luce di quanto emerso dalla ricerca, si sta lavorando ora alla definizione di uno studio che si concentri sul rapporto competenze riflessive e routine professionali.

Il Progetto LEONARDO REFLECT. Competenze riflessive e processi valutativi: per un’analisi dell’azione dentro l’azione

NUZZACI, Antonella
2009-01-01

Abstract

Il Progetto LEONARDO REFLECT. Competenze riflessive e processi valutativi: per un’analisi dell’azione dentro l’azione Sezione: Aspetti metodologico-procedurali della ricerca didattica Riferimenti teorici La letteratura nazionale e internazionale pone l’accento oggi su un professionista riflessivo capace di riconoscere, gestire e utilizzare i diversi generi di apprendimento che derivano dall’esperienza e di orientarsi nella complessità dei fenomeni educativi. L’assunto di base è che la riflessione viene concepita come una meta-competenza che consente di identificare e fronteggiare i cambiamenti che intervengono nella formazione e nella professionalità investita nella nostra società da effetti ‘inattesi’. Competenze e processi riflessivi sono, dunque, al centro del dibattito sulla professionalità docente a partire da compiuti studi come quello di Donald Alan Schön (The reflective practitioner: how professionals think in action, New York, Basic Books, 1983, trad. it. 1993), che muove dall’idea di “pratica riflessiva” quale “paradigma” centrale nel progetto professionale dell’individuo, in grado di garantire, attraverso un virtuoso percorso di “coscientizzazione” (Paulo Freire) sostenuto da accurati processi valutativi e autovalutavi, la partecipazione dei singoli alla crescita del processo di professionalizzazione. Ipotesi e/o scopi e/o obiettivi L’intervento ha l’obiettivo di tracciare le linee essenziali dell’esperienza condotta all’interno di un progetto di ricerca internazionale, il LEONARDO REFLECT - Reflective Practice and VET - (Vocational Education and Training) finalizzato alla creazione di una specifica metodologia per l’implementazione di pratiche riflessive in contesti di VET e, più in generale, di acquisizione degli apprendimenti. Il progetto, a cui a cui hanno preso parte alcune università europee, è strettamente legato allo sviluppo di processi di valutazione e di autovalutazione dell’azione formativa, come valorizzazione dei feedback taciti e non formali che l’azione formativa produce. Allo scopo principale del progetto erano direttamente raccordati ulteriori tre obiettivi: la sistematizzazione delle conoscenze in materia di strumenti riflessivi in campo formativo, soprattutto per quanto concerne la valorizzazione degli effetti inattesi dell’azione formativa; la verifica del funzionamento di tali strumenti attraverso l’analisi di casi di sviluppo delle competenze professionali degli operatori a diverso livello; la promozione di una comunità di pratica tra operatori coinvolti nei processi di ricerca e sperimentazione in materia di metodologie riflessive. Metodologia impiegata: si è trattato di mettere a punto una metodologia riflessiva che, partendo da un’ampia rassegna dei concetti e modelli di “pratica riflessiva” (“stato dell’arte”), oltre che di “incidente critico”, consentisse di produrre un approccio multifocale al problema della riflessività volto alla identificazione ed implementazione delle condizioni dirette a favorire il cambiamento, l’innovazione e il miglioramento individuale e organizzativo. Attività svolte: Il progetto ha previsto l’attivazione di Laboratori sperimentali in tutte le istituzioni coinvolte miranti a definire, all’interno di un quadro comune, uno strumento capace di sintetizzare il lavoro svolto da tutti i partner. In particolare, l’intervento qui proposto si focalizza sul contributo che il Laboratorio condotto presso l’Università della Valle d’Aosta, partner del progetto, ha dato alla ricerca. In esso la valutazione ha assunto il ruolo di “guida” e di “fine” dell’attività, consentendo di individuare specifici descrittori di riflessività per poi arrivare all’identificazione di alcuni indicatori costituenti i nuclei centrali dell’apparato concettuale e tecnico di uno strumento auto-valutativo da impiegare in ambito educativo. Il Laboratorio si è articolato in tre fasi corrispondenti ai diversi periodi di implementazione del processo riflessivo ed ha utilizzato come terreno sperimentale il Master in Pedagogia interculturale e dimensione europea dell’educazione attivato congiuntamente presso l’Università della Valle d’Aosta e l’Università del Salento. L’impianto metodologico del Laboratorio e la struttura generale dell’assessment ha riguardato sia la costruzione del rapporto valutazione-riflessività (nell’azione e dentro l’azione) sia i processi e gli esiti del progetto. Risultati della ricerca: i prodotti finali di questo progetto di ricerca sono il Fieldbook attivo sul sito , che costituisce la pubblicazione ufficiale in formato elettronico dei materiali di ricerca e di riflessione teorica prodotti nell’ambito di questo progetto e il rispettivo manuale cartaceo (in lingua inglese e italiana) che rappresenta lo strumento metodologico di lavoro tradotto in più lingue. Il principale prodotto della ricerca è però costituito dalla metodologia impiegata che è stata usata per sostenere i target group di progetto nel processo di formazione sulle pratiche riflessive rivolgendo un’attenzione particolare al tema dei risultati non attesi del processo formativo Prospettive di sviluppo della ricerca: alla luce di quanto emerso dalla ricerca, si sta lavorando ora alla definizione di uno studio che si concentri sul rapporto competenze riflessive e routine professionali.
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