Il mito della fondazione dell’Aquila sulla pianta di Gerusalemme sembra definirsi soltanto nella prima metà del Seicento. Eppure ben più antichi indizi figurativi e architettonici, evocativi della Città Santa e degli episodi della Passione, emergono in tutto il territorio abruzzese. La fortuna locale del gemino portale della basilica crociata del Santo Sepolcro è attestata dalla diffusione di alcuni temi di scultura architettonica nella Marsica a cavallo tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, nonché dalla plausibile configurazione del perduto thalamus da cui Celestino V impartì la benedizione alla folla radunata davanti alla basilica di Collemaggio nel giorno dell’incoronazione papale. Del resto, l’Abruzzo fu direttamente coinvolto nei flussi dei pellegrini diretti verso i Luoghi Santi. Ne è riprova l’affascinante storia della chiesa di Santa Gerusalemme nell’antica città di Aternum, esemplata sulla tradizione dell’effigie lignea di Cristo profanata dagli ebrei di Beirut. Alla diffusione europea della leggenda beritense si collega il Volto Santo di Lucca, che è rappresentato in Abruzzo da affreschi distribuiti fra l’interno e la costa a partire dalla seconda metà del Trecento. La stessa Veronica vanta nella regione testimonianze figurative molto risalenti rispetto alla seicentesca donazione ai cappuccini di Manoppello del velo tuttora venerato.

La Gerusalemme evocata: l’Aquila e gli Abruzzi nel Medioevo

PASQUALETTI, CRISTIANA
2013-01-01

Abstract

Il mito della fondazione dell’Aquila sulla pianta di Gerusalemme sembra definirsi soltanto nella prima metà del Seicento. Eppure ben più antichi indizi figurativi e architettonici, evocativi della Città Santa e degli episodi della Passione, emergono in tutto il territorio abruzzese. La fortuna locale del gemino portale della basilica crociata del Santo Sepolcro è attestata dalla diffusione di alcuni temi di scultura architettonica nella Marsica a cavallo tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, nonché dalla plausibile configurazione del perduto thalamus da cui Celestino V impartì la benedizione alla folla radunata davanti alla basilica di Collemaggio nel giorno dell’incoronazione papale. Del resto, l’Abruzzo fu direttamente coinvolto nei flussi dei pellegrini diretti verso i Luoghi Santi. Ne è riprova l’affascinante storia della chiesa di Santa Gerusalemme nell’antica città di Aternum, esemplata sulla tradizione dell’effigie lignea di Cristo profanata dagli ebrei di Beirut. Alla diffusione europea della leggenda beritense si collega il Volto Santo di Lucca, che è rappresentato in Abruzzo da affreschi distribuiti fra l’interno e la costa a partire dalla seconda metà del Trecento. La stessa Veronica vanta nella regione testimonianze figurative molto risalenti rispetto alla seicentesca donazione ai cappuccini di Manoppello del velo tuttora venerato.
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